Doppio Trapianto di rene….debutta una nuova tecnica

Doppio Trapianto di rene….debutta una nuova tecnica

 Organi più efficienti col metodo della perfusione continua

Unione Sarda del 24.04.2015 pag.14

Una nuova tecnica per conservare e trasportare un organo da trapiantare, la Kidney assist o perfusione continua, è stata sperimentata per la prima volta in Italia su un rene al Brotzu. Buona la prima: l’intervento (un doppio trapianto di rene), eseguito venerdì scorso, è riuscito e la paziente (una donna di 63 anni) sta bene. Sta bene, per la verità, proprio grazie alla nuova tecnica: il rene trasportato da Sassari con la nuova procedura ha resistito a una brutta crisi, a differenza dell’altro, conservato con il metodo consueto, che i medici hanno dovuto successivamente asportare.
MOMENTO DELICATO La tecnica incide su uno dei tanti momenti critici del trapianto: la fase in cui l’organo, già prelevato dal corpo del donatore, attende di essere trapiantato in quello del ricevente. Ogni organo ha un proprio “tempo d’ischemia”, ovvero di conservazione: il cuore può infatti arrivare fino alle quattro ore, i polmoni dalle quattro alle sei, il fegato dalle sei alle dieci ore, e il rene dalle 12 fino ad un massimo di 24. La tecnica tradizionale prevede, dopo la pulizia dell’organo, la sua conservazione a temperature di circa zero gradi. Con la perfusione continua, spiegano il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Brotzu Nazzareno Pacifico e il direttore del dipartimento di Patologia renale, Mauro Frongia, che con la sua équipe ha eseguito l’intervento di sette giorni fa, «l’organo prelevato, dopo la pulizia, viene conservato in un contenitore alimentato da una batteria e attrezzato per consentire l’ossigenazione costante dell’organo e il monitoraggio continuo dei parametri fondamentali. Si incannula l’organo in modo che il liquido continui a passarci dentro, lavandolo e mantenendo basso l’indice di resistenza, che misura le difficoltà che il sangue ha di circolare attraverso l’organo». In pratica, l’organo viene mantenuto in una situazione ottimale «col vantaggio di una ripresa più immediata delle sue funzioni».
LA CRISI È questa la procedura sperimentata per uno dei reni trapiantati venerdì scorso sulla sessantatreenne: il sinistro, proveniente da Sassari, prelevato alle 6 e trapiantato alle 18 dopo essere stato perfuso per sei ore con l’innovativo sistema. Metodo tradizionale, invece, per il rene destro, trapiantato intorno alle 20,30. Nel decorso post operatorio la paziente ha presentato dei gravi problemi di ipotensione: «Il rene destro è andato in trombosi – spiega Frongia – al punto che è stata necessaria l’ asportazione, mentre il sinistro, nonostante il compromesso quadro clinico, è risultato in ottimo stato di perfusione, facendo sperare in una imminente ripresa della funzionalità renale».

Image-1