RIFLESSIONI SUGLI ULTIMI EVENTI RIPORTATI DALLA STAMPA NAZIONALE A PROPOSITO DEI TRAPIANTI RENALI

RIFLESSIONI SUGLI ULTIMI EVENTI RIPORTATI DALLA STAMPA NAZIONALE A PROPOSITO DEI TRAPIANTI RENALI

Di Mauro Frongia

La cronaca di questi giorni sui mancati trapianti di rene al Brotzu e la prevedibile e disordinata reazione nei “media” da parte di opinionisti ,politici ,operatori e pseudo operatori del settore,mi suggerisce di esprimere alcune riflessioni per poter spiegare con parole semplici cosa davvero succede in prima linea ,nelle sale operatorie dedicate al trapianto.
Bene ecco la nostra realtà:
Il reparto che dirigo si chiama , Urologia ,Chirurgia Robotica e Trapianto renale e non a caso tutti i giorni vengono allestite 3 sale operatorie che lavorano in contemporanea: una di endoscopia urologica ,una di chirurgia tradizionale e una di chirurgia robotica mininvasiva.
Il numero dei miei collaboratori medici e infermieristici è appena sufficiente a coprire il superlavoro settimanale ,ma durante il periodo di ferie estive o natalizie il ricorso allo straordinario o all’attività aggiuntiva è d’obbligo.
Ora provate ad immaginare cosa succede se questo Reparto si fa carico per tutta la Sardegna dei trapianti renali.
Stiamo per raggiungere i 1000 trapianti renali (974 è il numero attuale).
I trapianti sono imprevedibili ,non programmabili.
Quando arriva il consenso a una donazione dobbiamo rispondere con altrettanta velocità e precisione perché questo dono non venga perso .
Capita raramente ,ma capita , che nel giro di pochissimi giorni ci siano numerose donazioni.
In questo caso l’orario di lavoro si dilata.
Per risolvere questo problema ,da anni, abbiamo copiato dal sistema spagnolo che per i trapianti ricorre a personale medico e infermieristico esperto disponibile a lavorare fuori dell’orario di servizio (in ferie per esempio o nel riposo di fine settimana)
Bene ,veniamo al caso dei reni inviati a Torino
In sette giorni abbiamo eseguito:
un trapianto di rene da donatore vivente
10 ore ad alto stress (proibito sbagliare) con oltre 20 persone coinvolte e due sale allestite in contemporanea.
Nei giorni successivi sono stati eseguiti altri 7 trapianti con altrettanti prelievi d’organo.
Nella stessa settimana sono stati operati almeno altri 20 pazienti con tumori non procrastinabili.
In questo scenario si inserisce una direttiva europea ,operativa da qualche settimana,che impedisce di lavorare oltre le 48 ore settimanali e che costringe a riposare almeno 11 ore dopo un turno di guardia pena multe salatissime e provvedimenti gravi nei confronti di chi viola la norma.
A questo si aggiunge il blocco delle assunzioni e il gioco è fatto.
La nostra organizzazione che ci ha consentito di andare avanti tra mille difficoltà implode e i primi a farne le spese sono i trapianti.
Pertanto ,nonostante il superlavoro con 8 trapianti terminati con successo sono stato costretto a trasferire due reni a Torino per mancanza di personale che avesse meno di 48 ore di lavoro effettuato.
I reni trasferiti a Torino corrispondono a 2 pazienti sardi che rimarranno in dialisi .
Naturalmente non sono andati perduti .Sono stati trapiantati a pazienti Piemontesi.
Però bisogna specificare:
Quei reni non verranno restituiti alla Sardegna .I pazienti in lista per trapianto di rene possono essere iscritti in un solo Centro trapianti o al massimo in due. I pazienti in lista a Cagliari possono solo ricevere reni prelevati a Cagliari.
Abbiamo regalato alla regione Piemonte un milione di euro (500.000 mila euro è il valore assegnato ad un rene trapiantato in di 5 anni)
E’ necessario che l’attività dei trapianti sia svincolata dalla normativa europea perché troppo complessa e distante dalla chirurgia tradizionale.
Sarebbe opportuno che la Regione Sardegna trovasse una voce di bilancio per finanziare adeguatamente il progetto trapianti .
Sarebbe indispensabile rimuovere il blocco degli organici per dare ossigeno ai team del trapianto .
Permettetemi ,per concludere ,di ringraziare le famiglie dei Donatori per la grande sensibilità , l’altruismo e la coraggiosa capacità di decidere nel momento più doloroso della loro vita.
A loro prometto che ,nonostante le avversità,gli ostacoli burocratici,le normative europee e soprattutto le innumerevoli “cugurre” riusciremo a raggiungere i 1000 trapianti nel giro di pochi mesi per festeggiare e condividere insieme la gioia di aver ridato a tante persone una vita dignitosa.

Buon Natale

Mauro Frongia